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DCA non significa solo anoressia, ma sui media persiste questo stereotipo

  • 13 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Giornata nazionale del fiocchetto lilla

Il 15 marzo è la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione sui Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) o, secondo la terminologia scientifica più recente, Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA).


Proprio con l’obiettivo di contribuire alla sensibilizzazione su questo tema abbiamo condotto una ricerca per indagare come (e quanto) i media italiani parlano dei disturbi alimentari, analizzando in particolare la stampa nazionale e le principali fonti web di informazione. Nell’immaginario collettivo, infatti, persiste una forte identificazione tra disturbi alimentari e anoressia (o, più in generale, tra DCA, magrezza estrema e rifiuto del cibo). In realtà esistono diverse tipologie di disturbi alimentari, alcune meno visibili ma altrettanto gravi e potenzialmente pericolose, di cui tuttavia sembra si parli molto meno.


I DCA secondo la classificazione del DSM-5-TR

Secondo il DSM-5-TR dell’American Psychiatric Association, i principali disturbi della nutrizione e dell’alimentazione riconosciuti dalla comunità scientifica sono [1]:

  1. Anoressia nervosa

  2. Bulimia nervosa

  3. BED – Binge Eating Disorder (disturbo da alimentazione incontrollata)

  4. ARFID – disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo

  5. Pica (o picacismo o allotriofagia): disturbo in cui una persona ingerisce ripetutamente sostanze non alimentari e prive di valore nutritivo

  6. Disturbo da ruminazione: caratterizzato dal rigurgito ripetuto del cibo dopo l’ingestione, che viene nuovamente masticato, ingerito o sputato

  7. Altri disturbi specificati della nutrizione e dell’alimentazione: categoria diagnostica che include condizioni che causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, familiare o lavorativo, ma che non soddisfano pienamente i criteri delle altre categorie


La nostra ricerca ha analizzato la media coverage dei disturbi alimentari nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2025 su due principali tipologie di fonti informative:

  1. Quotidiani nazionali italiani

  2. Una selezione dei 150 siti di news online più rilevanti in Italia

Di seguito riportiamo le principali evidenze emerse.


I DCA sulla stampa nazionale


I DCA sulla stampa nazionale

Nel corso del 2025, 471 articoli della stampa nazionale hanno parlato di disturbi alimentari. Di questi, 327 li citavano soltanto, senza che costituissero il tema centrale dell’articolo, mentre 144 erano interamente dedicati ai DCA.


Considerando tutti i 471 articoli analizzati, in 202 (oltre il 40%) compare il termine “anoressia”. La percentuale cresce ulteriormente se si considerano soltanto gli articoli interamente dedicati al tema: in questo caso l’anoressia è citata nel 70% dei casi (96 su 144).

Molto meno frequente è la menzione di altri disturbi alimentari: circa il 17% degli articoli cita la bulimia, meno del 5% il binge eating disorder e meno del 2% il disturbo evitante/restrittivo (ARFID).

Nessun articolo analizzato menziona invece la pica o il disturbo da ruminazione.


I disturbi alimentari più citati sulla stampa

I DCA sui siti di news online

Uno schema molto simile emerge anche dall’analisi dei principali siti di informazione online italiani.

Nel 2025 3.171 articoli pubblicati sul web hanno menzionato i disturbi alimentari. Di questi, 1.953 li citavano soltanto, mentre 1.218 avevano i DCA come focus principale.


I DCA sul web

Considerando l’insieme degli articoli pubblicati online che menzionano i disturbi alimentari, circa il 40% (quasi uno su due) fa riferimento all’anoressia. Se si prendono in considerazione solo gli articoli interamente dedicati al tema, la percentuale sale a oltre il 50% (641 su 1.218).


I disturbi alimentari più citati nelle web news

Anche in questo caso gli altri disturbi alimentari risultano molto meno presenti: quasi il 16% degli articoli menziona la bulimia, circa il 6% il binge eating disorder e meno del 3% il disturbo evitante/restrittivo.

Le menzioni della pica e del disturbo da ruminazione sono quasi assenti, rappresentando complessivamente meno dell’1% degli articoli.


Oltre lo stereotipo: raccontare tutti i disturbi alimentari

I risultati della ricerca mostrano come, nonostante la crescente attenzione pubblica verso i disturbi alimentari, la narrazione mediatica continui a essere fortemente concentrata sull’anoressia che finisce per diventare il principale riferimento attraverso cui il fenomeno viene raccontato.

Questa rappresentazione, pur riflettendo la rilevanza e la gravità dell’anoressia nervosa, rischia però di semplificare eccessivamente un quadro clinico molto più articolato. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione comprendono infatti condizioni diverse tra loro per manifestazioni, cause e modalità di trattamento.

La scarsa visibilità mediatica di disturbi come il binge eating disorder, l’ARFID, la pica o il disturbo da ruminazione può contribuire a renderli meno riconoscibili sia a livello sociale sia individuale, ritardando talvolta il riconoscimento del problema e l’accesso alle cure.

In questo senso, una rappresentazione più completa e accurata del fenomeno potrebbe contribuire non solo a migliorare la consapevolezza pubblica, ma anche a favorire una maggiore capacità di riconoscere precocemente i segnali dei diversi disturbi alimentari.


(classifica Sanremo)

 
 
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