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ANTISEMITISMO SUI SOCIAL: DIFFUSIONE E CARATTERISTICHE DEL DIBATTITO

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Tra il 6 luglio e il 6 agosto 2026, Volocom ha analizzato 23.468 contenuti pubblicati in lingua italiana sui social media, che hanno generato complessivamente 827.983 interazioni. L’obiettivo del nuovo News Monitor è comprendere quanto e come si parla di antisemitismo online, individuando i momenti di maggiore attenzione e i principali temi attorno ai quali si sviluppano le conversazioni.

Antisemismo sui social

L’analisi arriva anche alla luce del grave episodio avvenuto il 2 agosto a Bansko, in Bulgaria, dove un gruppo di naziskin ha preso di mira giovani ebrei riuniti per un campo estivo, tra cui novanta italiani. Gli aggressori hanno tentato di entrare nell’hotel e rivolto ai ragazzi cori antisemiti e saluti nazisti. La vicenda ha suscitato una forte reazione sui social e una condanna trasversale da parte delle istituzioni italiane e delle comunità ebraiche.

Il tema dell’intolleranza religiosa e in particolare dell’antisemitismo è stato lungamente analizzato anche dal Centro Studi di Volocom, il Volocom Institute of Strategic Studies, che ha pubblicato con Mimesis una ricerca su scala internazionale (https://www.mimesisedizioni.it/libro/9791222315652). Negli ultimi 10 anni, inoltre, gli episodi di antisemitismo sono triplicati.

X concentra la maggior parte delle conversazioni

Antisemismo sui social

La discussione sull’antisemitismo si sviluppa soprattutto su X, che con 18.956 post raccoglie la grande maggioranza dei contenuti rilevati nel periodo. Seguono, a notevole distanza, YouTube con 1.776 contenuti, Facebook con 831 e Threads con 581. Più contenuto il contributo di Substack, Instagram e Bluesky.

Dal punto di vista del sentiment, prevale un tono neutro, pari al 60,1% dei contenuti, legato alla condivisione di notizie, dichiarazioni e aggiornamenti. Il 38,2% presenta ovviamente un sentiment negativo, alimentato dal racconto di episodi di odio, dalle preoccupazioni per la crescita del fenomeno e dalla forte polarizzazione che caratterizza il confronto online. Solo l’1,7% dei contenuti presenta un tono positivo.

Tre momenti fanno crescere il dibattito

Antisemismo sui social

L’andamento delle conversazioni evidenzia alcuni picchi significativi.

Il primo si registra tra il 12 e il 13 luglio, quando il dibattito sull’antisemitismo si intreccia soprattutto con il perdurare del conflitto israelo-palestinese e con le differenti posizioni espresse sui social.

Un nuovo picco emerge il 30 luglio, alimentato dal confronto sulla distinzione tra antisemitismo e antisionismo e dalla crescente attenzione verso l’aumento degli episodi antisemiti a livello internazionale.

Il terzo picco arriva il 4 agosto, dopo la diffusione della notizia dell’aggressione in Bulgaria ai giovani ebrei. L’episodio genera numerosi messaggi di condanna e solidarietà e riporta con forza il tema dell’antisemitismo al centro delle conversazioni.

Antisemitismo e antisionismo: il confine divide i social

Antisemismo sui social

Il tema più ricorrente, presente nel 53% delle conversazioni analizzate, riguarda il rapporto tra antisemitismo, antisionismo e critica a Israele.

Una parte degli utenti sottolinea la necessità di mantenere distinti questi concetti, sostenendo che la critica alle politiche del governo israeliano non possa essere automaticamente ricondotta all’antisemitismo. Altri ritengono invece che alcune forme di antisionismo possano celare stereotipi e atteggiamenti antisemiti.

All’interno della discussione ricorre anche il sospetto che l’accusa di antisemitismo possa talvolta essere utilizzata per delegittimare le critiche rivolte a Israele, contribuendo ulteriormente alla polarizzazione del confronto.

Cresce la preoccupazione per gli episodi antisemiti

Nel 33% dei contenuti emerge il tema della crescita dell’antisemitismo. Nelle conversazioni viene frequentemente indicato il 7 ottobre 2023 come uno spartiacque, a partire dal quale sarebbe aumentata la frequenza e la gravità degli episodi antisemiti in Italia e nel resto d’Europa. L’attenzione non riguarda soltanto gli episodi di violenza o intimidazione, ma anche la diffusione online di stereotipi, insulti e contenuti considerati discriminatori.

Il DDL Antisemitismo divide il dibattito

Il 28% delle conversazioni intercettate riguarda il cosiddetto DDL Antisemitismo, al centro di un confronto particolarmente acceso. Il testo punta su prevenzione, educazione e contrasto all’odio online senza introdurre nuovi reati penali. Da una parte, il provvedimento viene considerato uno strumento necessario per rafforzare il contrasto all’odio antisemita e promuovere una maggiore consapevolezza del fenomeno. Dall’altra, alcuni utenti esprimono il timore che una definizione troppo ampia di antisemitismo possa limitare la libertà di espressione e rendere più difficile distinguere tra odio antiebraico e critica politica nei confronti di Israele.

Media e piattaforme sotto osservazione

Il 21% dei contenuti affronta il ruolo dei media e delle piattaforme digitali nella diffusione di odio, propaganda e disinformazione.

Il dibattito riguarda sia la circolazione di contenuti falsi o manipolati, sia la responsabilità dei social nel favorire la viralità di rappresentazioni e narrazioni considerate antisemite. Una discussione che evidenzia quanto il fenomeno dell’antisemitismo online sia strettamente connesso alle dinamiche attraverso cui informazioni, opinioni e contenuti polarizzanti vengono prodotti e amplificati sul web.

Nel complesso, il News Monitor mostra un dibattito ampio e fortemente polarizzato, nel quale l’antisemitismo viene affrontato non solo attraverso il racconto di singoli episodi, ma anche nel più complesso confronto su Israele, antisionismo, libertà di espressione e responsabilità delle piattaforme digitali.