I dati dell’indagine di Weber Shandwick presentati al Forum “Wellbeing in Arts” di CULTURA + IMPRESA: l’arte migliora engagement, senso di appartenenza e qualità delle relazioni nei luoghi di lavoro
Milano, 9 luglio 2026 – L’arte e la cultura nelle aziende italiane non sono più soltanto uno strumento di valorizzazione del patrimonio aziendale o di comunicazione della marca. Stanno diventando sempre più una leva di benessere organizzativo, capace di incidere sulla qualità della vita delle persone, sul senso di appartenenza e sulla cultura d’impresa. È quanto emerge dall’indagine “Arte, Cultura e Corporate Welfare”, realizzata da Weber Shandwick Italia con il supporto di Volocom attraverso la piattaforma di social listening YouScan, presentata nel corso del Forum “Wellbeing in Arts”, promosso dal Comitato CULTURA + IMPRESA.
La ricerca ha analizzato le conversazioni online sviluppate in Italia tra giugno 2025 e giugno 2026 attorno alle iniziative artistiche promosse dalle aziende, fotografando un trend in forte crescita: sono stati oltre 2.200 i contenuti pubblicati in Italia tra social network e piattaforme di recensione incentrati su iniziative artistiche in contesti aziendali. Messaggi che hanno intercettato profili ad alta rilevanza, superando la cifra record di 35 milioni di visualizzazioni potenziali e generando un forte engagement con più di 50mila interazioni totali.
L’analisi fotografa un cambiamento significativo nel modo in cui viene percepito il rapporto tra cultura e lavoro. Se in passato il corporate welfare era prevalentemente associato a benefit e strumenti di attrazione dei talenti, oggi emerge una nuova prospettiva in cui arte e cultura contribuiscono al benessere mentale e relazionale delle persone, diventando parte integrante dell’esperienza lavorativa.
Il podio dei Social: Facebook e Instagram guidano il coinvolgimento
La narrazione si concentra principalmente su Facebook, che si conferma la piattaforma regina con 868 post e oltre 16mila interazioni. Ottime performance anche per il comparto visivo e video: Instagram si posiziona al secondo posto per coinvolgimento degli utenti (oltre 12mila interazioni), seguita da YouTube al terzo (circa 10mila).
Temi chiave: la mappa del racconto culturale online
L’analisi qualitativa dei contenuti traccia una mappa chiara dei temi capaci di catturare maggiormente l’attenzione del pubblico online e di guidare la discussione sul web. Al centro dell’interesse degli utenti emerge con forza la trasformazione fisica degli spazi aziendali, citata in circa l’84% dei contenuti: sedi, stabilimenti e aree produttive smettono di essere percepiti come meri luoghi di produzione e si aprono a mostre e percorsi espositivi, modificando radicalmente l’esperienza quotidiana dei lavoratori. Parallelamente, un ruolo cruciale è ricoperto dal Museo d’Impresa, presente nel 79% delle conversazioni. Questa istituzione non viene più intesa dalla rete come un semplice archivio statico o di conservazione, ma come un vero e proprio “dispositivo narrativo” capace di connettere la memoria storica del brand con il territorio, i lavoratori e la comunità di riferimento.
L’analisi evidenzia un sentiment complessivamente molto favorevole: se nell’intero ecosistema delle conversazioni il sentiment positivo si attesta intorno al 30%, la percentuale si impenna quando lo sguardo si stringe sui contenuti dedicati alle iniziative artistiche aziendali, che esprimono un sentiment favorevole nel 62,6% dei casi.
Al di là del giudizio positivo, la ricerca si spinge a mappare l’impatto profondo sui canali digitali attraverso le emozioni suscitate: sul podio si posizionano l’ammirazione – che nasce dall’apprezzamento per un’impresa più responsabile e attenta alle persone e al territorio –, la curiosità verso esperienze inedite e non convenzionali, e la gioia per la trasformazione del contesto lavorativo in uno spazio capace di generare benessere.
Il focus sui dipendenti e l’impatto emotivo
Ben il 27% dei contenuti analizzati cita esplicitamente i collaboratori, descritti non solo come fruitori passivi delle iniziative, ma come veri protagonisti e custodi della memoria dell’impresa. Laboratori e workshop culturali si sono rivelati strumenti decisivi per migliorare la motivazione, la collaborazione e la qualità delle relazioni interne.
Anche la scelta dei formati visuali rispecchia questo trend: le immagini condivise online sono prevalentemente didascaliche e concrete, focalizzate su fotografie di ambienti di lavoro reinterpretati e, soprattutto, su gruppi di persone e dipendenti riuniti, a testimonianza del forte valore collettivo dell’esperienza artistica.
L’indagine conferma come la presenza dell’arte in azienda rappresenti oggi una nuova frontiera del corporate wellbeing, capace di incidere contemporaneamente sul benessere delle persone, sull’engagement interno e sulla reputazione delle organizzazioni.
Un’evoluzione che riflette una visione più ampia del ruolo dell’impresa nella società, in cui cultura e lavoro non sono più ambiti separati ma elementi complementari nella costruzione di ambienti organizzativi più sostenibili e orientati alle persone.
“Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’evoluzione del concetto di corporate welfare. L’analisi delle conversazioni online mostra che quando l’arte entra nella quotidianità lavorativa genera coinvolgimento, senso di appartenenza e relazioni più forti. Le imprese vengono riconosciute non solo per ciò che producono, ma anche per la capacità di creare contesti di lavoro più umani, inclusivi e ricchi di significato. È il segnale che il corporate wellbeing sta diventando una dimensione sempre più rilevante della reputazione aziendale.” ha commentato
Francesca Baldini, Direttore Sviluppo Strategico di Weber Shandwick in Italia.
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